Bianca

Bianca, 55 anni, dirigente onlus

Mi sono avvicinata anni fa alla Tecnica più per curiosità che per reale bisogno, nonostante una scoliosi diagnosticata all’età di 14 anni, e l’ho trovata noiosa. Non ho mai avanzato dubbi sull’efficacia, ma tanti su un investimento che prevede pazienza, ripetitività delle azioni e potrebbe non finire mai. Lo scorso dicembre un dolore lancinante alla gamba destra mi ha costretto a letto e dopo una diagnosi di ernia al disco, disco rotto e tre protrusioni, sono approdata all’ozonoterapia. Rimessa in piedi in poco tempo, mi hanno consigliato vivamente di tenere la schiena morbida, di fare qualunque cosa pur di non ritrovarmi al punto di partenza. Ricominciamo con la tecnica Alexander (!), anche perché ancora acciaccata e impossibilitata a fare altro, e si è aperto il sipario su quanto prima non avevo visto. La calma obbligata mi ha permesso di sentire la mia schiena e i suoi bisogni, di capire che quella diventava il ricettacolo di tutte le tensioni e preoccupazioni. Oggi sono in grado di accorgermi che durante una riunione sono rigida come un baccalà, oppure che mi sdraio se stanca o annoiata e ancora, sono in grado di trovare una giusta postura anche in piedi sul metrò. Sto meglio, vivo meglio! Per inciso, anche stavolta ho smesso perché i mille impegni mi impediscono la regolarità, ma credo che riserverò a questo spazio un paio di momenti all’anno, giusto per rinfrescarmi la memoria su come ci si siede e ci si alza.