Opinioni scientifiche

Riconoscimenti

La Tecnica Alexander incontrò fin dal principio il favore di numerosi medici e scienziati, tra cui Sir Charles Sherrington, padre della moderna neurofisiologia, che nel 1946 scrisse: Alexander ha reso un servizio all’argomento (la fisiologia della postura e del movimento) trattando insistentemente ogni atto come riguardante l’insieme psicofisico della persona. Fare un passo non è un affare di questa o quella gamba ma della totalità neurofisiologica del momento, non di meno della testa e del collo.

Nel 1937 un gruppo di 18 medici inglesi pubblicò sul British Medical Journal la richiesta che la Tecnica Alexander venisse inclusa nella formazione medica. Altri studiosi, tra cui il biologo americano George Coghill (1941) e l’antropologo Raymond Dart (1970) apprezzarono personalmente gli effetti della Tecnica Alexander e ne sostennero il carattere scientifico attraverso i loro scritti.

Il professor Nikolaas Timbergen, Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1973, dedicò buona parte del suo discorso onorifico alla Tecnica Alexander, raccomandandone l’adozione come “forma estremamente sofisticata di riabilitazione”. Guarda il video. La trascrizione completa del discorso di Timbergen si trova pubblicato nella rivista Science 185:20-27, 1974.

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Prime ricerche

Le prime ricerche furono condotte negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso dal Dr. Wilfred Barlow, noto reumatologo inglese, il quale raccolse una vasta casistica clinica che documenta l’efficacia della Tecnica in una grande varietà di patologie, oltre ai comuni disturbi ortopedici e reumatici: problemi digestivi legati allo stress, ipertensione, asma, bronchite cronica, emicrania, epilessia, difficoltà sessuali dovute a tensione, ansia e depressione. Egli verificò incrementi della statura, dell’ampiezza di spalle e della capacità respiratoria dopo un ciclo di lezioni, nonché miglioramenti nelle prestazioni di cantanti, musicisti ed atleti, documentati anche successivamente da altri studiosi. Per approfondimenti consultare il libro di Wilfred Barlow Il Principio di Alexander, Celuc Libri 1981 (1ª ed: The Alexander Principle, 1973).

Negli anni ’60 e ’70, il Prof. Frank Pierce Jones, presso la Tufts University di Boston, studiando le traiettorie di movimento e le forze muscolari impiegate nell’alzarsi dalla posizione seduta, verificò che quando si previene l’abituale irrigidimento del collo, il movimento risulta essere più economico, rapido e coordinato. Tramite radiografie dimostrò l’allungamento dei muscoli sternocleidomastoidei e l’aumento di spessore dei dischi intervertebrali cervicali. Le misurazioni effettuate con cantanti mostrarono miglioramenti nella respirazione e cambiamenti nell’analisi spettrale del suono. I resoconti di questi studi sono contenuti nel libro di Frank Pierce Jones Freedom to Change, Schocken Books (USA), 1996 (prima edizione: Body Awareness in Action, 1976).

Negli anni ’80, il Prof. David Garlick, fisiologo presso l’Università del New South Wales, Sidney, studiò i meccanismi fisiologici alla base della Tecnica Alexander e constatò miglioramenti nell’allineamento posturale. Raccolse le sue osservazioni nell’opuscolo The Lost Sixt Sense – A Medical Scientist look at the Alexander Technique, 1990, pubblicato dall’Università.

DOLORE

Uno studio di Karen Fisher (1988) ha evidenziato la preferenza dei pazienti per la Tecnica Alexander tra 13 modalità insegnate in un corso per la gestione del dolore, sulla base di questionari somministrati al termine del corso, dopo 3 mesi e dopo 1 anno.

ESPERIMENTI VARI

Negli anni ’90 Chris Stevens ha condotto esperimenti presso l’Università di Copenaghen, il Kings College di Londra e l’Università del Surrey. Ha osservato che la Tecnica Alexander induce un aumento della statura e dell’ampiezza di spalle. La pedana stabilometrica ha evidenziato miglioramenti nella stabilità posturale. Il movimento di alzarsi e sedersi risulta più economico e veloce. Gli effetti sull’ipertensione da stress misurati su un gruppo di musicisti professionisti sono risultati simili a quelli dei farmaci Beta-bloccanti, ma senza gli effetti indesiderati di questi ultimi. Per approfondire: Chris Stevens, Towards a Physiology of the Alexander Technique, STAT Books, London, 1995.

RESPIRAZIONE

Uno studio condotto da John Austin e Pearl Ausubel nel 1992 presso la Columbia University di New York ha evidenziato miglioramenti nell’efficienza respiratoria.

  • John Austin, Enhanced respiratory muscular function in normal adults after lessons in proprioceptive musculoskeletal education without exercisesChest, 1992, abstract.

STABILITA’ POSTURALE IN ETA’ AVANZATA

Uno studio di Ronald Dennis, pubblicato in USA sul Journal of Jerontology, ha evidenziato un aumento della stabilità posturale in età geriatrica, che può costituire una possibile prevenzione delle cadute accidentali.

Studi recenti

POSTURA

Negli anni Duemila, presso l’Istituto di Scienze Neurologiche dell’Università dell’Oregon, USA, e presso l’Istituto di Neurologia della University College di Londra, il Dr. Tim Cacciatore ha condotto ricerche sulla coordinazione posturale, dimostrando che la Tecnica Alexander cambia il modo in cui viene regolato il sostegno muscolare antigravitario e riduce la rigidità nella colonna vertebrale e nelle anche. Il primo studio citato qui sotto riguarda le possibili relazioni tra coordinazione posturale e lombalgia.

LOMBALGIA

In agosto 2008 il British Medical Journal ha pubblicato i risultati di una ricerca condotta su 579 persone sofferenti di lombalgia cronica e ricorrente, che dimostra l’efficacia, anche a lungo termine, della Tecnica Alexander. Lo studio, condotto dal Prof. Paul Little, in collaborazione con le Università di Southampton e di Bristol, è stato sponsorizzato dal Servizio Sanitario Nazionale Inglese e dal Comitato per la Ricerca Medica. Come risultato delle lezioni individuali di Tecnica Alexander, i ricercatori inglesi hanno riscontrato una significativa riduzione del dolore e notevoli miglioramenti nella qualità della vita. Lo studio ha inoltre evidenziato interessanti vantaggi in termini di costo-beneficio.

LOMBALGIA

Nel 2012 è stata presentata una ricerca condotta da Stuart McClean e Lesley Wye presso l’Università di Bristol (UK) per valutare l’opportunità di offrire lezioni di Tecnica Alexander nelle Cliniche del dolore del Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio ha riguardato 43 pazienti con lombalgia cronica o ricorrente che non avevano tratto beneficio dalle cure convenzionali. I pazienti hanno ricevuto 6 lezioni individuali settimanali di Tecnica Alexander. La maggior parte di loro ha migliorato la propria capacità di gestire il dolore e, a distanza di tre mesi, ha ridotto o abbandonato l’uso di farmaci. Secondo i ricercatori, i risultati si sono dimostrati ottimi sotto il profilo costi-benefici ed incoraggianti per il Servizio Sanitario Nazionale Inglese.

CERVICALGIA

Uno studio pubblicato nel 2013, denominato ATLAS, ha dimostrato che la Tecnica Alexander è efficace nel trattamento della cervicalgia cronica. 517 pazienti sono stati reclutati dai medici di base di 4 città del nord dell’Inghilterra e sono stati divisi in 3 gruppi per confrontare l’effetto della Tecnica Alexander e dell’agopuntura rispetto alle normali cure somministrate dal SSN inglese. La media dei pazienti soffriva di mal di collo da 6 anni. Ai pazienti sono state offerte 20 lezioni di 30 minuti, somministrate da un insegnante STAT certificato. Di fatto ne hanno fatte in media 14. Sono state fatte valutazioni a distanza di 3 mesi, 6 mesi e 1 anno. I risultati hanno evidenziato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti.

LAVORO AL COMPUTER

Elyse Shafarman, presso l’università di San Francisco, ha condotto studi sull’attivazione muscolare nell’uso del mouse del computer, dimostrando i potenziali vantaggi che la Tecnica Alexander può offrire nella riduzione del rischio di patologie collegate a quest’attività.

POSTURA CHIRURGICA

Nel 2010 un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio presso il Cincinnati Children Hospital Medical Center, Ohio, USA,  per valutare l’impatto della Tecnica Alexander sulla postura del medico impegnato nella chirurgia mini invasiva. I risultati mostrano significativi miglioramenti nella resistenza posturale del tronco e delle spalle e una diminuzione del senso di disagio durante l’attività laparoscopica. La Tecnica Alexander può contribuire a ridurre la fatica chirurgica e gli errori chirurgici ad essa associati.

MORBO DI PARKINSON

Dopo un incoraggiante studio pilota del 1997, nel 2002 Chloe Stallibrass ha presentato gli esiti di una ricerca condotta su 93 pazienti con Morbo di Parkinson presso il Policlinico dell’Università di Westminster, Londra. I risultati dimostrano che la Tecnica Alexander può contribuire a migliorare lo svolgimento delle attività quotidiane, ridurre sintomi della malattia e migliorare lo stato emotivo del paziente. I questionari somministrati 6 mesi dopo il termine della ricerca indicano una permanenza dei benefici.

Altre ricerche

Approfondimenti

In questa pagina della STAT si trovano tutte le ricerche scientifiche pubblicate finora:
http://alexandertechnique.co.uk/alexander-technique/research

Questa pagina raccoglie ricerche e riconoscimenti scientifici:
http://www.alexandertechnique.com/research.htm

Un riassunto delle ricerche condotte sulla della Tecnica Alexander è pubblicato sulla rivista International Journal of Clinical Practice e presentato in questo video.

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