|
|
|
|

Alcune persone hanno accettato di raccontare la loro esperienza con la Tecnica Alexander. Ogni testimonianza riflette un vissuto personale, diverso nelle motivazioni, nelle aspettative e nei risultati. Un ringraziamento va a coloro che hanno finora collaborato e a quelli che vorranno farlo in futuro.
> Anna
> Luigi
> Giorgio
> Camilla
> Domenico
Anna, 54 anni, cantante e insegnante di canto.
Non ho mai avuto malattie gravi ma ero sempre ammalata: artrosi cervicale, dolori alle spalle e alle mani, calcoli alla cistifellea, lombalgie e sciatalgie che mi bloccavano a letto per molti giorni. Mi era stato diagnosticato da un ortopedico che se non fossi dimagrita mi sarei trovata su una sedia a rotelle alletà di 50 anni (avevo 40 anni e il mio peso oscillava da molto tempo tra 65 e 80 chili). Dopo molti tentativi di cure varie senza alcun successo ho deciso che dovevo cercare qualcosa di diverso e da quel giorno è cominciato un cammino che mi ha portato a nuovi incontri, giusti ed importanti e che mi ha fatto conoscere la Tecnica Alexander.
Ma andiamo con ordine. La mia gioia più grande (ed il mio lavoro) allora era cantare, ma i lunghi viaggi che facevo con il mio gruppo in Europa diventavano sempre più stancanti a causa dei miei malesseri, fino a constringermi a fermarmi definitivamente.
Lamore per la musica mi ha portato ad intraprendere lattività di insegnante di canto. La continua voglia di migliorare e di rimanere aggiornata nel mio nuovo lavoro mi ha fatto conoscere e praticare tecniche come lAntiginnastica e il Metodo Mézières, ma ero (e sono) sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. E stato nel 1997 al Congresso Internazionale degli Insegnanti di Canto a Londra che ho sentito parlare della Tecnica Alexander e di come tutti gli insegnanti nelle scuole di canto la praticassero. Ritornata in Italia molto incuriosita ho saputo che proprio nella mia città cera un insegnante di Tecnica Alexander ed ho così conosciuto Paolo Frigoli.
Che risultati ho avuto? Pratico la Tecnica Alexander da 5 anni ma non dimenticherò mai le prime sedute con Paolo: mi sentivo già meglio dopo la prima, ero più diritta, non ero più schiacciata verso il basso ed il mio corpo scopriva di avere una forza che non conoscevo, respiravo meglio e per la prima volta sentivo che riuscivo a muovermi in un modo più elastico e leggero. Dopo pochi mesi che praticavo la T.A. ricordo che una volta, mentre passeggiavo con mio marito, ad un certo punto lui si fermò e mi disse: Cosa ti succede, che cammini come la Shiffer ? Naturalmente non mi interessa camminare come una modella, avevo solo trovato un modo di muovermi più naturale. Di questi piccoli episodi ne sono successi moltissimi durante questi anni e per me sono stati importanti.
Ho avuto grandi cambiamenti anche nella voce. Ricordo che mentre cantavo in studio di registrazione sentivo la mia gola più aperta e il suono usciva libero attraverso i risuonatori, una sensazione mai sentita, facevo meno fatica ad emettere la voce ed il mio passaggio di registro diventava sempre più bello, facile e pulito.
Con Paolo è stato linizio di una lunga collaborazione: ho organizzato seminari di T.A. per cantanti e ho tenuto con lui corsi di Canto e Tecnica Alexander per i miei allievi, durante i quali ho avuto modo di apprezzare gli effetti di questo metodo nel correggere le posture sbagliate, liberando così il suono della loro voce.
Ora, a 54 anni, posso dire che stò molto meglio e che ho risolto molti dei miei problemi con la schiena, visto che non mi sono più bloccata al punto di stare a letto per giorni interi, come succedeva una volta, e che posso stare seduta anche per ore al pianoforte ad insegnare senza avere il minimo fastidio. Mi ascolto di più: quando sono stanca lo sento, obbedisco ai segnali del mio corpo e mi riposo.
Nel nostro corpo tutto è collegato, è come una macchina meravigliosa: se correggiamo movimenti posturali sbagliati, se respiriamo correttamente, il nostro cervello memorizza questi cambiamenti e scattano meccanismi a noi sconosciuti che ci fanno vivere meglio. Nel mio caso è cambiato anche il mio modo di cucinare e di mangiare, riesco a gustare i cibi più semplici, sono dimagrita di otto chili e sono sicura che riuscirò mantenere questo mio obiettivo grazie anche alla Tecnica Alexander.
> torna all'inizio
Luigi, 33 anni, magazziniere.
Decisi di seguire la Tecnica Alexander a causa di un mal di schiena che da diversi anni mi perseguitava. Al primo incontro ero molto scettico. Mi chiedevo infatti come si potesse pensare di curare con una tecnica chiamata del non fare (termine coniato da Alexander), soprattutto per un bresciano, che ha nel suo DNA il fare. Quella prima volta concordai dieci lezioni in modo che se non fossi stato soddisfatto avrei potuto smettere. Beh, sono ormai trascorsi più di due anni e lo scetticismo è svanito. Sono andato ben oltre le dieci sedute.
Da quando seguo la Tecnica Alexander ho reimparato a percepire il mio corpo come un insieme armonico di strumenti che suonano allunisono ma ognuno con le sue singolari caratteristiche. La sensazione migliore che posso narrare è di quando, nel salire le scale, ad un certo punto mi sembrava di salire in alto, quasi di volare: avevo infatti acquisito una piacevole leggerezza corporea.
Nella vita di tutti i giorni non sempre riesco a vivere lemozione di camminare sciolto, o riscoprire ogni volta il gusto di sedermi nel modo corretto; non sempre riesco ad abbandonare le posture sbagliate per così aver più agio ed essere più libero da blocchi fisici. Però sono uno studente e sto pian piano imparando. La Tecnica Alexander non solo mi ha tolto il mal di schiena, ma ha soprattutto suscitato in me il desiderio di migliorare il modo di vivere il mio corpo.
> torna all'inizio
Giorgio, 31 anni, operaio, cantante.
La mia passione è il canto. Proprio grazie alla mia insegnante sono venuto a conoscenza della Tecnica Alexander e a distanza di tempo posso dire che mi è stata veramente di grande aiuto.
Essenzialmente il mio problema, se così si può dire, era un indebolimento della voce in falsetto, specialmente alla fine di un concerto. Questo era causato in parte dallemozione di essere di fronte al pubblico e in parte da una postura non proprio corretta. Durante la mia esibizione, inconsciamente, arretravo la testa causando così un movimento scorretto della laringe che non mi permetteva di emettere un suono completamente libero. Ne discussi con la mia insegnante e decisi di prendere qualche lezione di Tecnica Alexander con Paolo Frigoli.
Il primo approccio fu alquanto strano: pensavo infatti che si trattasse di una forma massaggio e invece scoprii, con mio grande stupore, che si trattava di una vera e propria rieducazione dei movimenti del corpo e delle sue direzioni. Al termine della prima lezione, della durata di circa unora, provai una strana sensazione: stavo in piedi di fronte a Paolo in maniera diversa, in altre parole ero consapevole che in me qualcosa era cambiato, ma non me lo spiegavo. Dopo averlo salutato, raggiunsi la mia automobile per tornare a casa. Una volta alla guida notai che la mia schiena appoggiava correttamente al sedile anziché essere ricurva verso il volante come di consueto. La cosa importante, che mi fece subito riflettere, fu che tutto questo era avvenuto naturalmente, senza alcuna costrizione da parte mia.
Lezione dopo lezione, tutto diventava spontaneo, naturale, al punto che ogni qualvolta eseguivo un normale movimento, ma apparentemente scorretto, era come se il mio cervello me lo segnalasse, dandomi così la possibilità di pensare alle direzioni del mio corpo.
Ho riscontrato i benefici della Tecnica Alexander nel lavoro, nello sport, nella vita di tutti i giorni, dove fatica e tensioni ora sono diventati più facili da gestire. Per esempio, durante lestate faccio jogging per tenermi in forma: prima di conoscere la Tecnica Alexander la mia corsa era legata, pesante, al termine mi sentivo molto affaticato e respiravo affannosamente. Ora invece sono più sciolto, la mia corsa è più elastica, meno pesante, ed il fiato è fluido e continuo. Questo mi permette di percorrere molta più strada di prima e di arrivare a casa meno affaticato. Non solo, anche la mia insegnante di canto ha riscontrato in me un vero e proprio cambiamento! Ora la mia voce è più corposa, armonica e sicura in ogni registro.
Con la Tecnica Alexander ho raggiunto un giusto equilibrio tra la testa, il collo e la schiena, e sento il mio corpo più morbido e libero in ogni suo movimento.
> torna all'inizio
Camilla, 16 anni, studente.
Dopo una visita per la scoliosi dal medico, fisiatra e osteopata, su suo consiglio, ho iniziato a seguire la Tecnica Alexander.
Durante le prime lezioni ero un po' confusa e scettica: non riuscivo a capire come quel continuare ad alzarmi e sedermi, o addirittura lo stare sdraiata immobile, potessero giovare alla condizione della mia schiena. Come ogni persona ignorante in questo campo credevo fossero più utili degli esercizi di postura e che l'insegnante non si limitasse ad indicarmi delle "direzioni" alle quali dovevo pensare, ma che mi dicesse esattamente che errori facevo e come potevo evitarli.
Soltanto andando avanti, e dopo ripetute spiegazioni, ho capito che non dovevo pensare al mio modo di sedermi in termini di giusto o sbagliato, ma solo a delle "posizioni" che la mia schiena assumeva, soprattutto quando ero stanca, perché più comode ed immediate.
Sinceramente non ci é voluto molto sforzo da parte mia, ma sono contentissima dei risultati, che non sono solo una mia sensazione. Ad esempio, ora che è ricominciata la scuola e devo stare seduta a lungo, mi accorgo di non essere più "sdraiata" sul banco perché mi fa male la schiena o, ancora, quando cammino, non ho più la sensazione di avere le spalle completamente sporte in avanti.
> torna all'inizio
Domenico, 47 anni, consulente industriale.
Mi sono avvicinato alla Tecnica Alexander per puro caso, seguendo il suggerimento della pediatra dei miei figli che, vedendomi oltremodo sofferente per il mal di schiena, mi ha consigliato di provare questo metodo.
Era il settembre 1998 e, dopo TAC e visite specialistiche, mi ero ormai rassegnato al fatto che presto avrei dovuto ricorrere alla chirurgia per rimuovere una grossa ernia e ridurne unaltra in via di formazione. Ho quindi approcciato questo metodo di rieducazione posturale con lidea di non avere nulla da perdere e, considerati i notevoli problemi che a quel tempo mi dava la mia schiena, ho iniziato con due sedute settimanali. Nei primi due mesi non ho registrato né peggioramenti né miglioramenti degni di nota, anche se potevo percepire un certo cambiamento delle condizioni del tono muscolare di gambe e schiena. A dicembre improvvisamente ma non in modo inatteso la situazione è alquanto peggiorata e per qualche settimana si è fatta particolarmente difficile. Questo perché il corpo stava lentamente abbandonando la posizione antalgica assunta nel corso degli anni precedenti per ritornare ad una postura più corretta e naturale.
Dopo questo periodo di crisi le cose sono andate via via migliorando in modo sensibile, al punto che già a primavera 1999 mi trovavo in una condizione di benessere decisamente superiore a quella di solo 6 mesi prima, e ciò nonostante un periodo lavorativo caratterizzato da problemi estremamente seri.
Da quel momento in poi le cose sono andate ancora meglio, pur riducendo la frequenza delle sedute a un paio al mese o anche meno (e senza mai fare alcun esercizio a casa), dato che il mal di schiena è sostanzialmente scomparso. A volte, specialmente in condizioni di particolare stanchezza, vi è un po di indolenzimento, ma nulla più.
Unultima nota curiosa riguarda il fatto che una più corretta postura e un maggior equilibrio muscolare mi hanno costretto devo dire felicemente a rimpiazzare buona parte del guardaroba: camicie e scarpe in particolare erano divenute importabili in quanto troppo strette!
> torna all'inizio
|
|